Esigenze
Caratteristiche
- Foglie: Palmate, profondamente incise in segmenti stretti e lanceolati, di colore verde scuro, lucide e glabre;
- Fiori: Infiorescenze a racemo terminale eretto, fiori zigomorfi di colore blu-viola scuro, con il sepalo superiore sviluppato a forma di elmo (galea) che protegge i nettari;
- Fusto: Eretto, robusto, cilindrico, semplice o poco ramificato nella parte superiore;
- Radici: Rizoma tuberoso, carnoso e fusiforme, simile a una piccola rapa (da cui "napellus").
Cura
Irrigazioni regolari e abbondanti per mantenere il suolo fresco, specialmente durante i periodi secchi.
Distribuire compost maturo o letame pellettato alla base alla ripresa vegetativa.. Evitare eccessi di azoto che indebolirebbero i fusti.
Infuso di fondi di caffè:Diluire un cucchiaio di fondi di caffè in un litro d'acqua e lasciare riposare per 24 ore. Utilizzare per annaffiare la base della pianta, aiutando a mantenere il terreno leggermente acido e ricco di materia organica. Non eccedere per evitare accumuli.- Attenzione: Indossare sempre guanti protettivi spessi e maniche lunghe durante qualsiasi operazione di potatura o manipolazione;
- Tagliare gli steli floreali appassiti per prevenire l'autodisseminazione indesiderata e stimolare una possibile seconda fioritura minore;
- Recidere la pianta alla base in tardo autunno quando la parte aerea deperisce naturalmente;
- Smaltire i residui di potatura in modo sicuro, tenendoli lontani da bambini e animali domestici.
Tossicità
Avviso: questa pianta può essere tossica.
Animali: Altamente velenosa (per ASPCA). L'ingestione di qualsiasi parte della pianta causa gravi aritmie, paralisi e morte rapida.
Umani: Estremamente tossica in ogni sua parte. Contiene aconitina, un alcaloide neurotossico e cardiotossico letale anche a piccolissime dosi. L'assorbimento può avvenire anche per contatto cutaneo prolungato.
Uso e cultura
Cultura: Nella mitologia greca e romana, si narra che l'aconito sia nato dalla bava velenosa di Cerbero, il mostruoso cane a tre teste a guardia degli inferi, quando Ercole lo trascinò sulla terra. Nel folklore europeo medievale, era considerato un ingrediente chiave nelle pozioni delle streghe e veniva usato per proteggersi dai lupi mannari.
Uso: Storicamente utilizzato in Europa per avvelenare le punte delle frecce e come esca letale per lupi e pantere (da cui il nome "strozzalupo"). Oggi è coltivato esclusivamente a scopo ornamentale nei giardini storici e botanici, con estreme precauzioni.
