Esigenze
Caratteristiche
- Foglie: Disposte a rosetta basale, modificate all'apice in trappole a scatto composte da due lobi provvisti di denti marginali e peli sensibili (trigger) all'interno;
- Fiori: Piccoli, bianchi, a forma di stella, portati su lunghi steli (fino a 30 cm) per allontanare gli insetti impollinatori dalle trappole sottostanti;
- Radici: Rizoma sotterraneo tozzo da cui si sviluppa l'apparato radicale nero e sottile, adatto ad ancorare la pianta più che ad assorbire nutrienti.
Cura
Mantenere sempre 2-3 cm di acqua nel sottovaso per garantire umidità costante dal basso
Nessuna concimazione. Assolutamente vietato l'uso di qualsiasi fertilizzante; la pianta ricava l'azoto e gli altri nutrienti necessari esclusivamente dalla digestione degli insetti catturati.
Acqua piovana pura:Per le piante carnivore è letale qualsiasi fertilizzante (inclusi quelli fai-da-te). L'unica "cura" ammessa è l'uso di acqua piovana pura per mantenere l'acidità del suolo. Non inserire mai carne o insetti morti nelle trappole.- Rimuovere regolarmente le trappole e le foglie annerite o secche tagliandole alla base per prevenire la formazione di muffe (Botrytis);
- Tagliare lo stelo floreale alla base non appena emerge in primavera, a meno che non si desiderino semi, poiché la fioritura sottrae molta energia alla pianta;
- Non far scattare le trappole a vuoto, poiché ogni foglia ha un numero limitato di chiusure prima di morire.
Tossicità
Avviso: questa pianta può essere tossica.
Animali: Non tossica (per ASPCA).
Umani: Non tossica per l'uomo, sicura da maneggiare.
Uso e cultura
Cultura: Simbolo di esotismo e mistero botanico, la Venere acchiappamosche ha ispirato innumerevoli opere di fantascienza, fumetti e letteratura gotica in Occidente, incarnando il fascino della natura predatrice.
Uso: Coltivata in tutto il mondo come pianta ornamentale e curiosità botanica, particolarmente apprezzata per l'osservazione del rapido meccanismo di cattura (tigmonastia).
